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Norme tecniche sul servizio di derattizzazione |
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Pubblichiamo di seguito alcune importanti norme tecniche alle quali è importante attenersi per assicurarsi una più efficacia opera di dsinfestazione di ratti (derattizzazione).
In seguito ("Leggi tutto...") è possibile prendere visione dell'elenco di suddette indicazioni.
- Posizionare i contenitori destinati alla protezione delle esche dopo averne esaminate le caratteristiche descritte dal fornitore. Devono essere scelti contenitori idonei in funzione della specie infestante. La posizione del contenitore deve interferire il meno possibile con l’ambiente (in seguito riportiamo un esempio di contenitore di sicurezza).
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Programmare, ed eseguire, un numero di ispezioni tarato sull’entità dell’infestazione, si tenga conto che in particolari situazioni può essere necessaria anche un’ispezione giornaliera.
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In alcuni casi è possibile deporre le esche all’interno delle tane, quando si è sicuri che l’area non possa essere visitata da animali non bersaglio. Quando si utilizzano esche a base di brodifacoum o di flocoumafen direttamente all’interno delle tane bisogna accertarsi che le tane siano ubicate solo all’interno di aree controllabili per quanto concerne l’eventuale presenza di bambini o di animali non bersaglio (alcune tane situate all’interno di edifici possono avere sbocchi in aree esterne).
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Di ciascuna ispezione deve essere mantenuta una registrazione scritta. Le esche devono essere reintegrate nelle quantità originarie a ciascuna ispezione, tutti i dati relativi al consumo ed all’evoluzione dell’infestazione devono essere registrati e conservati.
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Ogni esca o parte di esca fuoriuscita dal contenitore, ed ogni carcassa di roditore deve essere rimossa e trattata come previsto dalle normative specifiche (vedi schede di sicurezza dei formulati derattizzanti).
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Nella maggior parte dei casi ogni esca anticoagulante dovrebbe permettere di raggiungere il controllo dell’infestazione nell’arco massimo di 35 giorni. Se l’infestazione dovesse continuare oltre questo periodo la probabile causa deve essere ricercata e documentata.
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Se le esche continuano ad essere consumate senza effetto, si dovrebbe prendere in esame la necessità di utilizzare un anticoagulante più “forte”.
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Se il consumo delle esche è modesto in confronto alle dimensioni stimate dell’infestazione, è opportuno prendere in esame la necessità di ricollocare i contenitori o variare il tipo di contenitore.
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Derattizzazione di profilassi: gli anticoagulanti possono essere utilizzati dove vi è rischio di reinfestazione da parte di ratti o topi. In questo caso particolare attenzione deve essere prestata alla protezione delle esche che i contenitori impiegati sono effettivamente in grado di fornire. Durante il periodo in cui si svolge l’azione di profilassi la cadenza di ispezione deve essere attentamente seguita.
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