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Disinfestazione e controllo della zanzara tigre in ambito urbano

Come oramai risaputo l'opera di disinfestazione della zanzara tigre non è cosa semplice vista la capacità di adattamento di questo insetto, capace di insediarsi con estrema capillarità nelle nostre aree cittadine.

La femmina di questa zanzara ricerca sempre piccole raccolte d’acqua per la deposizione delle uova (ogni femmina ne può deporre anche più di un centinaio), pertanto nelle nostre aree urbane trova due tipologie di luoghi ove riesce a riprodursi pressoché indisturbata:

  1. all’interno dei tombini stradali presenti sul suolo pubblico (tombini, caditoie, bocche di lupo, …);
  2. all’interno dei giardini privati ove spesso è presente almeno un tombino od una griglia di intercettazione dell’acqua piovana a difesa dei garage.

Inoltre nei giardini possono essere sempre presenti piccoli contenitori che raccolgono l’acqua piovana (bastano 3-4 cm di acqua stagnante per lo sviluppo delle larve della zanzara tigre). Lo sviluppo da uovo a zanzara adulta richiede un periodo di tempo strettamente correlato alla temperatura ambiente: a maggio si compie in circa 20 giorni ed il tempo richiesto si riduce all’aumentare della temperatura sino ad un minimo di circa 7 - 8 giorni nel periodo più caldo dell’estate. E’ pertanto possibile affermare che la riproduzione di questa specie diviene pressoché continua da metà luglio a metà settembre. Ciò comporta la presenza costante di larve nelle acque dei tombini, di piccoli scoli e contenitori.

Non è pertanto corretto arrestare l’esecuzione degli interventi antilarvali se non dalla fine del mese di agosto. Questo fatto spiega perché, ai fini della riuscita delle campagne di disinfestazione, sia richiesta l’esecuzione periodica e costante di una serie coordinata di interventi antilarvali (normalmente, nei territori infestati dalla zanzara tigre, ne vengono eseguiti circa 10 dai primi di maggio a fine settembre).

Purtroppo anche se si provvede alla disinfestazione dei tombini presenti sul suolo pubblico le zanzare che provengono in volo dalle aree private vanno a deporvi nuovamente le uova, perché attirate dall’acqua che ristagna sul fondo del tombino.
Pertanto si può considerare che i tombini trattati possono reinfestarsi a partire circa del decimo giorno dall’esecuzione dell’ultimo intervento antilarvale.

Una volta sfarfallate le zanzare adulte ricercano aree ombrose e fresche in cui sostano la notte e nelle ore più calde della giornata. Si portano pertanto nel folto delle siepi e dei cespugli. Per contro non volano molto alte e pertanto non cercano rifugio nella chioma degli alberi. Da questi luoghi ombrosi volano verso gli ospiti per procurarsi il pasto di sangue necessario, alle femmine e solo a queste, per portare a compimento lo sviluppo delle uova. Ciò spiega il fatto che i giardini privati e quelli pubblici divengono nel corso dell’estate, ed in particolare nei mesi di agosto e settembre, aree anche pesantemente infestate da questa zanzara.

I cicli di disinfestazione condotti sul suolo pubblico possono ridurre, anche sensibilmente, la presenza delle zanzare su alcune aree pubbliche (giardini, parchi, aree pertinenti a scuole, ospedali, uffici pubblici) ma non potranno mai portare ad una significativa riduzione del disagio che i cittadini subiscono all’interno dei propri giardini. Infatti anche i trattamenti adulticidi solitamente eseguiti in tarda serata od alle prime luci dell’alba non riescono ad interessare se non quota parte della vegetazione presente nei giardini privati.

Gli atomizzatori infatti possono distribuire gli specifici insetticidi (presidi medico chirurgici, ovvero insetticidi registrati per l’impiego in aree civili) solo sulla fascia di vegetazione posta sul fronte strada, per una profondità di alcuni metri. Le siepi situate a lato o nel retro delle abitazioni continueranno ad ospitare gli adulti della zanzara tigre. Si comprende pertanto come l’interessamento da parte dei privati divenga un aspetto fondamentale per la riuscita della campagna di interventi organizzata ed eseguita sul suolo pubblico.

Non devono pertanto mancare tutte quelle iniziative volte a fornire ai cittadini le informazioni utili per prevenire lo sviluppo delle zanzare nelle aree private (in particolare controllo di ogni forma di acqua stagnante) e, se del caso, per realizzare gli interventi di disinfestazione nelle singole proprietà. A tal proposito si osserva che in alcune aree Venete, da anni colonizzate dalla zanzara tigre, sia divenuta prassi la ricerca di convenzioni tra Amministrazione Pubblica e Ditte private al fine di poter offrire ai cittadini servizi di disinfestazione realizzati con metodi approvati, e offerti a prezzi calmierati.

Per quanto attiene alle iniziative complementari alla esecuzione degli interventi di disinfestazione ricordiamo l’opportunità a fine agosto-primi di settembre di operare un controllo e, se necessario, una disinfestazione nei giardini degli asili, delle scuole materne ed elementari. Questi interventi possono essere realizzati nel tardo pomeriggio (ad esempio del venerdì).
Per i parchi ed i giardini pubblici è opportuno prevedere la chiusura per uno o due giorni, ed effettuare la disinfestazione nel corso del pomeriggio (in questo momento le zanzare sono attive e non protette nel folto della vegetazione).
Gli ultimi interventi antilarvali a difesa dei tombini presenti sul suolo pubblico è opportuno vengano eseguiti con insetticidi in grado di devitalizzare gli stadi larvali, le pupe ed anche le zanzare adulte che da settembre si rifugiano, nel corso della sera e della notte, all’interno dei tombini aderendo sotto le griglie o sulle pareti di cemento. A tal proposito possono essere impiegati presidi medico chirurgici a base di deltametrina registrati per la lotta alle larve di zanzara in acque prive di fauna ittica.

Sempre a fine agosto, primi di settembre è utile rafforzare od allestire la rete di monitoraggio per verificare quanta parte del territorio sia effettivamente interessata dalla presenza di questa zanzara. Perché in questo momento? Perché a fine estate la zanzara tigre raggiunge il massimo della sua presenza e pertanto può essere rilevata anche in quelle aree ove apparentemente non è ancora giunta (in realtà è già presente ma a livelli bassi e pertanto non infastidisce la popolazione). Questi dati serviranno nell’anno successivo per impostare la campagna di disinfestazione sulla base di dati realistici ed aggiornati.

Si ringrazia il Dott. Alberto Baseggio di I.N.DI.A. s.p.a. per la preziosa collaborazione nella stesura di queste note tecniche.

 
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