Disinfestazione nell’industria agro alimentare

Disinfestazione nel settore agroalimentare

ECOSPI
Disinfestazione nel settore agroalimentare

Premessa
Per una azienda di servizi di disinfestazione (e derattizzazione) che si propone nel settore della difesa dell'industria alimentare è ESSENZIALE costruire una propria immagine basata sul concetto di consulenza - progettazione del servizio. Deve pertanto essere superato il concetto di disinfestatore quale semplice applicatore di insetticidi/rodenticidi.

Il servizio sarà composto da:

  • ispezioni;
  • allestimento di sistemi di monitoraggio;
  • stesura di relazioni puntuali e riepilogative;
  • applicazione di insetticidi e derattizzanti;
  • verifica dei risultati;
  • presentazione di consigli atti a prevenire l'insorgere di infestazioni. Il personale dell'azienda di servizi (tutto o in parte) deve essere formato per svolgere questi ruoli.

Per poter realizzare questo ruolo, divenuto ora complesso, l'azienda di servizi dovrà documentarsi attentamente: circa i costumi di vita e il comportamento delle principali specie parassite (vedi in seguito); sulle modalità di ricerca (e strumenti utilizzabili) per la verifica della presenza dei potenziali parassiti (c.d. MONITORAGGIO); sui principali aspetti gestionali di una industria agro alimentare (turni di lavorazione, conformazione e complessità degli impianti, caratteristiche del micro-clima interno all'industria (temperatura, umidità relativa), modalità di esecuzione delle pulizie e dei programmi periodici di manutenzione ordinaria e straordinaria.
In sintesi i tecnici disinfestatori entrando in uno stabilimento alimentare devono poter valutare rapidamente lo stato di cura e pulizia generali.

I dettati dell' H.A.C.C.P.

Quanto premesso in tema di disinfestazione dagli scarafaggi diviene importante per adattare il piano di sorveglianza e controllo degli infestanti ai dettati dell' H.A.C.C.P.. Si deve divenire in grado di comprendere con sicurezza se:

  • la causa dell'infestazione è interna all'azienda (i parassiti trovano all'interno degli edifici condizioni buone per il loro sviluppo);
  • l'infestazione è occasionale e si è generata per contaminazione dall'ambiente esterno (i parassiti sono penetrati grazie a materie prime, imballi, personale, aperture non protette, …);
  • le misure adottate dall'azienda alimentare sono in grado di impedire efficacemente l'entrata agli infestanti (zanzariere, doppie porte, lame d'aria, sifonatura degli scarichi, sigillatura interstizi e fori di passaggio delle condotte dei servizi, …).

Il disinfestatore comprende ben presto che senza la collaborazione della Direzione dell'azienda alimentare difficilmente potrà ottenere risultati apprezzabili (ad esempio: a poco serva applicare un formulato insetticida - anche se di ottima qualità - su superfici unte o polverose o coperte da residui di lavorazione degli alimenti): probabilmente l'opera di disinfestazione fallirà.

SI RICORDI SEMPRE CHE LA PRESENZA DI INSETTI/RODITORI NEI LUOGHI DI PREPARAZIONE DEGLI ALIMENTI PUO' FACILMENTE COMPROMETTERE LA SANITA' DELL'ALIMENTO PER LA CAPACITA' DI QUESTI ORGANISMI DI FUNGERE DA VETTORE DI BATTERI, FUNGHI, VIRUS, …

Ecco perché interventi professionali di disinfestazione, deblattizzazione e derattizzazione si rendono assolutamente necessari.

Principali insetti soggetti a disinfestazione rinvenibili nell'industria alimentare:

a. Insetti che vivono lontano dal substrato alimentare e che vi si solo portano per alimentarsi.
  • BLATTE: Blattella germanica, Blatta orientalis, Periplaneta americana, Supella longipalpa. Per il controllo delle blatte è essenziale la ricerca dei siti di annidamento e passaggio, considerare il possibile effetto di repellenza suscitato da alcuni formulati insetticidi, ricordarsi della presenza delle ooteche che non vengono devitalizzate dagli interventi insetticidi.
  • FORMICHE: Iridomyrmex humilis, Monomorium pharaonis, … Per il controllo delle formiche è essenziale l'individuazione del nido. Anche le formiche percepiscono la presenza dei normali formulati insetticidi (tipo E.C.) e modificano i percorsi cibo <-> nido. I formulati microincapsulati possono aiutare nel loro controllo perché le formiche operaie possono veicolarne piccole quantità all'interno del nido in prossimità della regina e delle larve in sviluppo.
  • DITTERI BRACHICERI (MOSCHE): Musca domestica, Muscina stabulans, Fannia canicularis, Calliphora vicina, … . Il controllo delle mosche è un'operazione complessa, non sempre facile, che si basa su:
    • predisposizione di barriere all'entrata;
    • allontanamento e gestione attenta dei tutti i rifiuti e residui di lavorazione;
    • installazione di lampade attrattive per la cattura degli adulti (con griglia elettrica o meglio con piastre collanti);
    • esecuzione di trattamenti abbattenti con rotazione dei principi attivi.
b. Insetti che vivono a stretto contatto con il substrato alimentare. Tra quelli in grado di attaccare le granaglie distinguiamo quelli che attaccano i grani dal loro interno, tra questi:
  • COLEOTTERI: Sitophilus granarius, S. oryzae, S. zeamais, Rhizoperta domenica.
  • LEPIDOTTERI: Sitotroga cerealella.

da quelli che attaccano i grani dall'esterno:

  • COLEOTTERI: le varie specie di Tribolium, Tenebrioides mauritanicus, …
  • LEPIDOTTERI: Plodia interpunctella, Tinea granella

… ed ancora quelli che attaccano i grani già alterati, rotti, ammuffiti (i detriti):

  • COLEOTTERI: genere Cryptolestes e genere Oryzaephilus.

I nomi degli insetti sono stati presentati perché è necessario istruire il personale sulla identificazione dotandosi di disegni, tavole entomologiche, un binoculare.

Purtroppo nel caso dell'industria alimentare è necessario giungere alla classificazione di specie che a volte sono assai simile le une alle altre. Ma questo è importante perché permette di comprendere, ad esempio, se l'attacco è avvenuto all'interno dello stabilimento, in un magazzino estraneo, se era già presente nella materia prima.

LE CARATTERISTICHE DELL'AMBIENTE OVE DEVE ESSERE OPERATA LA DISINFESTAZIONE IMPEDISCONO IL RICORSO A NORMALI TECNICHE DI DISTRIBUZIONE DEGLI INSETTICIDI.

Le applicazioni con i formulati liquidi è bene siano realizzate con pompe a bassa pressione verificando attentamente la dispersione del formulato negli ambienti.
I trattamenti mediante apparecchi termonebbiogeni od aerosolizzatori devono essere eseguiti solo dopo un attento esame dei flussi d'aria.
Sempre si deve EVITARE la contaminazione di superfici che vengono in diretto contatto con gli alimenti. Quando è impossibile evitare il trattamento di macchinari che lavorano direttamente gli alimenti si dovranno impiegare solo estratti di piretro o piretroidi a veloce degradazione.
Negli altri casi è bene privilegiare l'impiego di formulati del tipo: microemulsioni acquose, flowable al posto delle tradizionali emulsioni concentrate.
I prodotti ad elevata tensione di vapore è bene siano utilizzati in piccole quantità e solo per ottenere un iniziale effetto snidante (ad es. per il controllo delle blatte).
Le polveri insetticide per quanto a volte utili per il trattamento delle canalette di passaggio dei cavi elettrici devono essere utilizzate con grande attenzione data il possibile successivo spostamento della polvere stessa ad opera di flussi d'aria, insetti, passaggio di macchine ed operatori.

Una solida esperienza

Poiché ogni tipologia di industria alimentare è caratterizzata dai "suoi" parassiti si consiglia di mettere a punto una solida esperienza su di un settore prima di affrontarne un successivo. Ad esempio nella difesa dell'industria molitoria è importante imparare a conoscere il comportamento delle tignole delle farine la cui infestazione difficilmente è affrontabile con l'applicazione di insetticidi ma può essere tenuta sotto controllo mediante il contemporaneo impiego di lampade elettroluminescenti (a colore verde), trappole caricate con feromoni sessuali (destinate alla cattura dei maschi adulti).
Trattamenti mediante impiego di generatori di nebbie calde o fredde i nei momenti di fermo tecnico dell'industria, sempre prestando attenzione ai formulati impiegati per non creare problemi legati al persistere di residui chimici identificabili. Si ringrazia il Dott. Alberto Baseggio di I.N.DI.A. Spa per la preziosa collaborazione nella stesura di queste note tecniche.

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